giovedì 3 settembre 2015

PER FORTUNA











Questi bambini, per fortuna, ce l'hanno fatta, sono giunti vivi qui da noi; il piccolo Aylan, che veniva dalla Siria e aveva tre anni, purtroppo no, il suo corpicino è stato rinvenuto presso la spiaggia di Bodrum, in Turchia.  È morto annegato nelle acque dell'egeo insieme al fratellino Galip di cinque anni e alla madre Rehan di trentacinque.
Ho deciso di non pubblicare le foto del bambino annegato, e non per la "crudezza delle immagini", la morte, anche quella di un bambino, non è mai né cotta né cruda, è la morte, è un corpo senza vita, non le pubblico perché non ci trovo un senso alcuno nel farlo.
Il corpicino senza alito di vita di Aylan andrebbe (e lo farà comunque, statene certi) a rinfocolare infinite diatribe, infiniti dibattiti, rimpalli di responsabilità, scaricabarile, chiacchiere inconcludenti che si fanno stranamente per non vedere il bambino morto, per non accorgersi che è morto, per ribadire che loro (i dibattenti) sono vivi.
In ogni caso, trovo che la morte abbia una sua dignità, ed è irrispettoso utilizzare la morte di qualcuno, l'immagine del suo corpo senza vita, per ribadire qualcosa, per affermare, sostenere, prendersi una rivincita, per vincere a persino umiliare l'avversario.
E non sarà certo il cadaverino di Aylan a far cambiare idea a qualcuno, a chi combatte (più spesso a parole) l'immigrazione, come se l'immigrazione, questa immigrazione, si potesse combattere, non sarà certo un'immagine a istillare una sensibilità in chi sembra non avere alcuna sensibilità.
Responsabile di tutte queste morti è certamente chi invoca una politica aggressiva contro l'immigrazione, chi vorrebbe ributtarli in mare, chi vorrebbe aiutarli a casa loro, chi in questi anni quando ha potuto (cioè quando era al potere) ha messo a regime delle leggi ispirate soltanto dalla sua grettezza mentale.
Responsabile è anche chi si è mostrato indifferente, chi si è voltato dall'altra parte, chi ha delegato agli altri, a quelli che ne erano a contatto più diretto, tutto il peso di questa enorme tragedia umana; e non parlo solo dell'Europa, parlo anche di noi che non abbiamo voluto vedere, non abbiamo voluto capire, cosa stava succedendo ad esempio a Lampedusa: l'isola non ha più turismo, non ha più pesca, ha solo immigrati ... chi poteva ha tenuto duro, molti altri stanno andando via, immigranti pure loro.
Responsabile è l'incompetente, l'uomo sbagliato nel posto sbagliato, chi ha combinato disastri immensi perché non ha la minima idea su come affrontare un problema così grande, non ha nemmeno gli uomini giusti, perché si è circondato (o gli sono stati imposti) di mezze calzette, ancora meno capaci di lui, chi ha fatto poco o nulla, perché poco o nulla sapeva fare e non ha avuto nemmeno la dignità di dimettersi.
Responsabile, infine, è chi, in base ad "altissimi" principi etici e religiosi, sostiene a spada tratta l'accoglienza universale, l'amore per il prossimo, il "volemose bene", l'ama il prossimo tuo come te stesso, il tutto come un'imperativo morale che scende direttamente dal cielo o dal profondo del cuore dell'uomo, ma che poi non si traduce in nessuna pratica, perché il progetto è a dir poco utopico ... non tiene conto di un elemento fondamentale: l'uomo.
L'uomo non si pasce solo di nettare, ambrosia e buoni sentimenti, l'uomo è anche gretto, meschino, egoista, opportunista, aggressivo, diffidente, spaventato, ipocrita ..., ma non sto dicendo che ciascun uomo è o buono o cattivo, ma che ciascun uomo è l'uno e l'altro ... la differenza semmai sta nell'equilibrio che troviamo in noi stessi di tutte le cose che ci appartengono, nel non far prevalere soltanto alcuni elementi (qualunque essi siano), soffocando tutte le altre e irrigidendo e assolutizzando i primi come se fossero gli unici che abbiano diritto di esistere.
Di fronte ad un leghista, a certe sparate di un Salvini ad esempio, che certamente mettono a dura prova qualsiasi mente intelligente, ci indignamo, scuotiamo la testa, siamo sconcertati, gli diamo dell'intollerante, del razzista, dell'imbecille, pensiamo che il partito che rappresenta sia costituito tutto da gente meschina, che pensa soltanto egoisticamente a "salvare" quella poca o tanta ricchezza che è riuscita a raggranellare, possiamo anche arrivare a pensare che certe cose non si possono e non si debbano dire, che bisognerebbe proibire a gente come quella di parlare, magari senza voler apparire a nostra volta intolleranti, diciamo che sarebbe giusto perché Salvini provoca allarme, istilla paura, fomenta l'intolleranza e il razzismo, è il mandante morale degli episodi di violenza xenofoba.
Certo, ammetto che nemmeno io ritengo Salvini (e quelli come lui che soffiano sul fuoco) delle aquile di intelligenza, dei fulmini lubrificati di materia grigia, o un campione di etica, non mi sfugge il fatto che uno così, abituato a semplificare le cose perché possa comprenderle, e a dare risposte altrettanto semplici e semplicistiche, per sentire che anche lui è capace di fare, più e meglio degli altri, potrebbe creare catastrofi immense se spettasse a lui decidere.
Però Salvini in una situazione simile ha un certo successo, tale da impensierire parecchio l'inconcludente, l'incapace e l'indifferente, che sono attualmente i suoi avversari politici, ed ha successo perché intercetta quella parte dell'uomo che secondo l'anima bella, quella che crede che l'uomo ha o dovrebbe avere solo buoni sentimenti, non dovrebbero esistere.
Liquidare questa parte, che è anche in ciascuno di noi, perché se ci guardiamo bene dentro anche in noi possiamo trovare sospetto, diffidenza, inquietudine, ogni qualvolta incontriamo qualcosa di nuovo, mista a curiosità, all'identificazione, all'impulso ad aiutare chi è in difficoltà e ad autentico interesse umano, come razzismo, intolleranza, xenofobia, non fa altro che esasperare qualcosa che avrebbe comunque il diritto di esistere e che dovremmo conoscere per calibrare meglio le nostre azioni.
La differenza sta nell'accettarla così com'è, come timore del diverso, come diffidenza, come incertezza, tutte emozioni nostre perfettamente lecite e persino utili, perché lo slancio in avanti senza tener conto di tutto ciò che proviamo è molto più pericoloso del razzismo, si innescano meccanismi molto più perversi di aiuto, di assistenza e di mantenere comunque lo stato di bisogno, che sono peggiori  del rifiuto, o dinamiche di illusione/delusione, impotenza/onnipotenza difficilmente gestibili.

Fa riferimento all'immagine del cadavere del piccolo Aylan pubblicata da Sandro Ruotolo


(Inserito il 08-09-2015 alle ore 0.58).

Questo è il vero volto della Lega, li conosco dal 1987, quando gridavano "Forza Etna" o "Forza Vesuvio", sono le stesse canaglie di allora, solo peggiorate da decenni di potere in cui hanno leccato il culo a Berlusconi per avere spazi televisivi, visibilità e potere, scalpitavano per prendere il posto degli odiati DC e PSI che votavano in massa come pecoroni prima, prima di avvertire puzza di cadavere, prima che si rendessero conto che i vecchi partiti erano animali in via di estinzione e hanno banchettato con i loro cadaveri, prima agitando le manette in Parlamento contro i corrotti, poi accusando gli stessi giudici che indagavano sui corrotti di essere degli assassini. Prima il loro nemico era il meridionale, ora vanno a Lampedusa o a Mineo in solidarietà al tèrun contro l'extracomunitario, a volte la "padania" è solo Piemonte, Lombardia e Veneto, e tutto ciò che è sotto la linea del Po è meridione, talvolta il confine è l'Adige, talaltra in uno slancio di generosità sono disposti ad accogliere pure i liguri, gli emiliani e i toscani, spesso si sono scannati con piacere fra di loro, milanesi contro cremonesi, bresciani contro bergamaschi, Mantova contro Pavia, in un continuo tourbillon di alleanze e tradimenti, in mancanza di meglio quelli del piano di sopra contro quelli del piano di sotto, che a rigor di logica sono già meridionali ... si dicono figli dei celti, ma i più sostengono che so' figlie 'e ntrocchia.
Hanno agitato quanto di peggio c'è nell'animo dell'italico medio, hanno rimestato la melma e sulla melma riposa il loro potere, essendo essi stessi melma putrida. Sono i nipoti dei fascisti, non di quelli che hanno pagato il loro credo magari con la vita, ma di quelli che quando è cambiato il tempo si sono mimetizzati, i pusillanimi, i vigliacchi, i voltagabbana (ma c'erano davvero fascisti coraggiosi oltre quei pochi deficienti indottrinati fin da piccoli al moschetto e all'onore quando le guerre si combattevano con armi ben più potenti? C'erano fascisti coraggiosi se persino Mussolini è stato fermato e ucciso mentre stava scappando con la sua amante dopo aver arraffato ciò che aveva potuto arraffare, dopo aver abbandonato moglie e figli al loro destino? Se avanzo seguitemi ... se avanzo surgelatemi ... e poi era li, travestito da sottufficiale della wehrmacht, dopo aver abbandonato Dio (di cui non si era mai curato più di tanto), la patria (sotto i bombardamenti alleati) e la famiglia (già abbandonata per le tante, dicono, amanti e sacrificata all'ambizione personale, più che alla realpolitik). Non sarebbe stato più decoroso spararsi un colpo in testa come Hitler, visto che proprio quella testa aveva gettato un Paese intero in una guerra folle e senza speranza? Mimetizzati in democristiani, craxiani, liberali alcuni (ma un liberale in Italia è solo un fascista in giacca e cravatta), berlusconiani, bossiani e pure renziani o grillini ... dove individuano un ducetto, un padrone, si prosternano, ma lo fanno per tornaconto, perché ne ricavano qualcosa, perché è comodo che un altro si esponga mentre loro si risparmiano per un'altra battaglia, sotto altre bandiere, sventolando altri ideali, giustificando qualsiasi cosa pur di mantenere il loro status ... potrei postarvene una carrettata di queste assurdità, Giorgio Artioli (se davvero si chiama così) è uno dei tanti imbecilli, dei tanti esseri che sapranno pure scrivere, sapranno pure usare internet, ma non sono mai giunti ad un livello di evoluzione "umano".