Più che un Consiglio di Pace, un’organizzazione internazionale per riportare la pace sulla Striscia di Gaza, come Trump l’ha inteso (notate l’ossessione per la pace, mentre tutto ciò che fa produce dissidi e guerre, anche interne negli USA); più che un’ONU personale, a guida trumpiana, come la intendono in molti, più che una dichiarazione esplicita di voler mantenere il potere oltre il proprio mandato, visto che la carica di questo presidente è a vita e i suoi poteri sono illimitati, a me sembra l’esposizione delle Tavole della Legge.
Le sue successive dichiarazioni che Dio è soddisfatto del suo operato non smentiscono l’identificazione di Trump con Mosè.
Notate la firma di Trump, che si estende per mezza pagina e deborda e sovrasta il testo scritto: è indizio della stima di sé del firmatario e della sua personalità debordante e sovrastante. I picchi aguzzi della sua scrittura, che si elevano tanto in alto quanto in basso e che tracciano un profilo da Black Mountains, esprimono la sua ambizione e spigolosità di carattere. La sottolineatura sulla firma è un altro modo per mettersi in evidenza. Mi ha stupito invece il “thank you” assertivo finale.
“Gli stati servi si inchinano
a quella scimmia di presidente.
S’invade,
si abbatte,
si insegue,
si ammazza il cattivo.
Si inventano democrazie”.
(Franco Battiato, Ermeneutica, da Dieci stratagemmi, 2004).





RispondiEliminaLascio che siano le parole di Falasca a riassumere:
“Le società conformiste democratiche non praticano il pensiero unico, praticano il dibattito precostituito, escludendo tutto l’ignoto a favore del noto, il saputo a favore del risaputo, il logico a favore dell’umano, il vero a favore del creduto, il vissuto a favore dello storicizzato, il sottinteso a favore dell’inteso, la cosa a favore del progetto, l’angoscia del possibile a favore della depressione dell’impossibile”
Battiato l’ermeneuta. Il suo mosaico testuale spazia dalla metafisica alla filosofia, buddhismo, psicologia, letteratura, testi sacri… Lui analizza la realtà, la critica, elimina il banale e la rende oggetto poetico.
Ciao
“Qui ad Atene noi facciamo così.
EliminaQui il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi: e per questo viene chiamato democrazia.
Qui ad Atene noi facciamo così.
Le leggi qui assicurano una giustizia eguale per tutti nelle loro dispute private, ma noi non ignoriamo mai i meriti dell’eccellenza. Quando un cittadino si distingue, allora esso sarà, a preferenza di altri, chiamato a servire lo Stato, ma non come un atto di privilegio, come una ricompensa al merito, e la povertà non costituisce un impedimento.
Qui ad Atene noi facciamo così.
La libertà di cui godiamo si estende anche alla vita quotidiana; noi non siamo sospettosi l’uno dell’altro e non infastidiamo mai il nostro prossimo se al nostro prossimo piace vivere a modo suo. Noi siamo liberi, liberi di vivere proprio come ci piace e tuttavia siamo sempre pronti a fronteggiare qualsiasi pericolo. Un cittadino ateniese non trascura i pubblici affari quando attende alle proprie faccende private, ma soprattutto non si occupa dei pubblici affari per risolvere le sue questioni private.
Qui ad Atene noi facciamo così.
Ci è stato insegnato di rispettare i magistrati, e ci è stato insegnato anche di rispettare le leggi e di non dimenticare mai che dobbiamo proteggere coloro che ricevono offesa. E ci è stato anche insegnato di rispettare quelle leggi non scritte che risiedono nell’universale sentimento di ciò che è giusto e di ciò che è buon senso.
Qui ad Atene noi facciamo così.
Un uomo che non si interessa allo Stato noi non lo consideriamo innocuo, ma inutile; e benché in pochi siano in grado di dare vita ad una politica, beh tutti qui ad Atene siamo in grado di giudicarla. Noi non consideriamo la discussione come un ostacolo sulla via della democrazia. Noi crediamo che la felicità sia il frutto della libertà, ma la libertà sia solo il frutto del valore. Insomma, io proclamo che Atene è la scuola dell’Ellade e che ogni ateniese cresce sviluppando in sé una felice versatilità, la fiducia in se stesso, la prontezza a fronteggiare qualsiasi situazione ed è per questo che la nostra città è aperta al mondo e noi non cacciamo mai uno straniero.
Qui ad Atene noi facciamo così”.
(Pericle, discorso agli Ateniesi, 431 a.C.).
“Tutto ciò che racconto è la storia dei prossimi due secoli […]. Tutta la nostra cultura europea si muove già da gran tempo con un tormento e una tensione che cresce di decennio in decennio, come se tendesse a una catastrofe: inquieta, violenta, impetuosa, come una corrente che vuole giungere alla fine, che non riflette più, che ha paura di riflettere […]. Dove ora viviamo, presto nessuno sarà più in grado di esistere”.
(Friedrich Nietzsche, La volontà di potenza, Prefazione, 2, p. 3).
Battiato per me è stato una rivelazione, se gli altri musicisti erano dei mari che aprivano notevolmente i miei orizzonti, egli è stato oceano, ma non l’Atlantico ai tempi dell’emigrazione europea nelle Americhe, ma quello di Erodoto che narra di Atlantide, quello di Erik il Rosso che giunse in Grønland e in Vinlandia, quella di Cristoforo Colombo che volle buscar el levante por el poniente e riaprire la tratta commerciale col Cataio e col Cipango.
Mi sono appassionato a tutte le sue escursioni mistiche, religiose, filosofiche, scientifiche e musicali, ma non mi sono fatto catturare dalla sua idea di spiritualità, dalla meditazione e dall’idea di trascendenza che aveva, mutuata sostanzialmente da Guénon, da Gurdjieff, Yogananda, Aurobindo, Krishnamurti, Teresa d’Avila, Juan de la Cruz, Francesco d’Assisi, e da padre Guidalberto Bormolini, che era il suo maestro spirituale.
Di lui apprezzo soprattutto il senso della sua musicalità, ti faceva amare la parole che costituivano i suoi testi per la loro sonorità, inserita fra le note delle sue canzoni, per la sua originalità, per la sua poesia e per la sua follia.
Ciao
Ciao, ho apprezzato il tuo commento al mio commento..
EliminaCome apprezzo questo spazio di condivisione, sempre più solitario, ma luminoso, dove senti vivo e lieto il fruscio di quei dendriti e neuroni di cui parlavi
PS
RispondiEliminaHai visto il film su Battiato?
No, me lo sono perso, lo proiettavano solo il 2 - 2 - 4 febbraio, in quei giorni avevo già altri impegni. Hai ragione, pur essendo sempre più solitario e poco frequentato, questo è uno spazio in cui possiamo comunicare alcune cose sapendo di trovare delle persone che le apprezzeranno e che magari le arricchiranno.
EliminaCiao