MA ICCHÈ LA MI DICE, SORA BEATRICE!





Aspetta, com’era? “Vedi, il mondo si divide in due categorie: chi ha la pistola carica, e chi scava. Tu scavi”…. no, non era questa … “Quando un pistola incontra una pistola” … neanche, detta così sembra Gianluca Buonanno … “Quando un uomo con la pistola incontra un uomo col fucile, quello con la pistola è un uomo morto” … Ecco, e quando una donna col tacco dodici incontra un uomo col tacco due, l’uomo col tacco due è un uomo morto.




Conegliano, Valdobbiadene, Belluno, Longarone, Pieve di Cadore, Valle, Vodo, Borca, San Vito, Cortina d’Ampezzo, Pecol, Passo Falzarego, Caprile, Alleghe, Cencenighe, Agordo, Belluno, Vittorio Veneto, Conegliano, Casa.
Con un solo pernottamento al rifugio Lagazuoi a 2752 metri sul livello del mare, da dove affacciandoti dalla sua ampia terrazza puoi vedere il Pelmo, il Civetta, le Pale di San Martino, la Marmolada, il Catinaccio, il Gruppo Sella, le Tofane, il Sorapis, l’Antelao e, ancora più giù, ad ovest, i monti innevati dell’Austria, l’Ötztaler, il Cir-Odle-Puez, il Pan di Zucchero (Zucherhütl). Che ti mette a disposizione la sauna più alta delle Dolomiti, in pratica un cilindro in legno e metallo, adagiato sulla neve e pericolosamente vicino ad un crepaccio.
Ci sono due “ragazze” svedesi, in realtà sono madre e figlia, ma sembrano due sorelle, loro si che dopo la sauna di sera butterebbero volentieri gli asciugamani per aria e si rotolerebbero nude sulla neve, i tedeschi seguirebbero di slancio, un tedesco se non è vietato dalla legge si lancerebbe a fare qualsiasi cosa, poi c’è qualche italiano, due coppie giovani e una famigliola con un lui una lei e una figlia, classica “famiglia normale”, lui si è portato dietro l’osservatorio astronomico del monte Palomar in Arizona, perché quella che ha non può più chiamarsi macchina fotografica, solo all’interno del suo obiettivo potrebbe ospitare un barcone di migranti, … ebbene, loro sono la legge.









Mi riferisco alla legge che non ci si può rotolare nudi sulla neve dopo la sauna, almeno non se sei li con la tua famiglia o con la tua fidanzata, per il resto, mentre in genere i tedeschi sono molto ligi, e anche gli svedesi, entrando nel rifugio si tolgono senza alcuna sollecitazione gli scarponi da sci o da trekking per calzare quelle ciabatte in feltro tipiche della montagna, perché sanno bene che potrebbero strisciare il parquet in legno, noi italiani abbiamo bisogno del suggerimento, ci comportiamo come se la cosa non ci riguardasse, come se i nostri scarponi non potessero rigare il legno.
Ad un certo punto, prima che giungessi a Cortina mi viene voglia di un caffè, attraversando un paesello, una di quelle frazioni con poche case da una parte e l’altra della strada principale, con meno di cento abitanti compresi cani, gatti e galline, vedo un bar aperto e un posto macchina libero.
Mi fermo, scendo, chiedo della toilette, ritorno al banco e ordino un caffè, la barista/proprietaria sembra una donna piacente, non è assemblata male, ma è fin troppo truccata per i miei gusti e anche nell’abbigliamento mi sembra molto carica, jeans a vita bassa, molto aderenti, maglia di lana nera anch’essa aderente, con una giacchina anch’essa nera perché fa freddo, cinturone che più che ad una barista dolomitica la fa assomigliare a Tex Willer in Tex contro Mefisto, gli stivali neri alti fin quasi al ginocchio e i capelli neri legati dietro a coda di cavallo non fanno che confermarmi questa impressione.









Poi è una che parte direttamente con il tu, anche se non ci conosciamo affatto, e questo non mi piace molto, perché sminuisce a mio parere quel senso di conoscenza e di intimità che ci si deve conquistare, non basta azzerare ogni differenze e ogni senso di estraneità usando la seconda persona singolare dei pronomi per sentirsi meno a disagio.
Mi guarda e mi sorride con una certa simpatia, non devono passare tanti “stranieri” da quelle parti, o meglio, per passare passano, visto che è la strada che porta a Cortina, ma non molti devono fermarsi, anche perché la “perla delle Dolomiti” sarà ormai a meno di mezzora di strada, il locale è frequentato solo dallo zio Cola (non so come si chiamasse, ma somigliava in maniera impressionante allo zio Cola che conosco io, che da quando tira di coca lo chiamano Coca Cola), che se ne sta un po’ in disparte, assorto a leggere chissà quali presagi nella sua ombra de vin.
Poi c’era Giovanni, neanche questo so come si chiama davvero e non mi assomiglia a nessuno che conosco, ma un nome devo pur darglielo, con le stampelle colorate di un giallo evidenziatore appoggiate su un tavolino, che gioca nell’altra stanza con quelle infernali macchinette mangiasoldi dondolandosi come se quel dondolio dovesse contribuire a farlo vincere, che si sta giocando con un certo impegno e solerzia tutto il sussidio per l’incidente sul lavoro (almeno questo ho immaginato).










Mi cade la bustina dello zucchero per terra, la raccolgo, lei mi fa un altro sorriso e mi chiede: “Com’è?” e devo rifletterci un istante per capire che si riferisce al caffè che sto bevendo … è letteralmente schifoso … “bror e purp” avrebbe sentenziato un napoletano, ma preferisco mentire spudoratamente rispondendole: “Gradevole”, pur senza enfasi per non esagerare.
Quando sto per pagare mi cade il berretto per terra … “C’è qualcuno che ti pensa!”, mi dice lei … “Prego?”., replico … “Si, qualcuno ti sta pensando, prima la bustina, poi il berretto, qualcuno il cui nome inizia per B” … (“Ce stai a provà?” penso io).
In procinto di uscire e quasi sulla porta, come se fosse una curiosità senza importanza chiedo: “Mi scusi, lei come si chiama?”, “Beatrice!”.











Commenti

  1. Magari ... voleva essere solo gentile.
    Magari ... era Bernardo che ti pensava:-))))))))))

    Accidenti, che meraviglia. Mi sono presa il nome del rifugio.
    Buonanotte, Garbo.
    Un sorriso.

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  2. NOOOOOO !

    Esistono ancora maschi adulti

    insicuri della loro virilitù

    costretti a raccontare le loro conquiste

    al mare e in montagna

    per avere una conferma,

    come adolescenti che raccontano al bar

    le loro avventure.

    Incredicbile !

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  3. Per quanto riguarda poi

    il tacco 12 o '15-'18,

    a me fa pensare semplicemente

    a na nana che cerca de tira su il culo.

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  4. Non dimenticare le pantofoline di feltro, magari quelle con la stella alpina ricamata sopra, questi sono quasi germanici, se non le hai sono capaci di farti dormire all’aperto. La cosa più bella è svegliarsi la mattina, magari con una giornata di sole, e guardare quello spettacolo tutto intorno a te. D’inverno c’è meno foschia, è più adatto per fare le foto, riesci a vedere nitidamente a lunga distanza, però tirava un vento gelido, soprattutto fra il pomeriggio e la sera, dopo cena sono resistito (adeguatamente imbottito che sembravo una mummia egizia appena tirata fuori dal suo sarcofago o, come diceva l’indimenticabile Oliver Hardy “un pisello nel suo bacciellou”) fuori un’oretta ad ammirare quel paesaggio (peccato che non si vedevano le stelle), dopo sono dovuto rientrare perché se fosse passato di li Capitan Findus, mi avrebbe scambiato per uno dei suoi bastoncini.
    Esistono diversi rifugi sulle dolomiti, uno più bello dell’altro, i migliori in assoluto sono quelli trentini, grande e calorosa accoglienza, molto confortevoli seppure spartani (sono rifugi d’alta quota in fondo), molto puliti, si mangia da dio e il prezzo è ragionevole.
    Dici che voleva essere solo “gentile”? Per me avrebbe potuto essere anche Zoff, Cabrini, Oriali Collovati, Scirea, Conti, Tardelli, Antonioni, Graziani o Paolo Rossi (Italia –Brasile 5-07-1982), resta il fatto che quel saporaccio di caffè mi ha accompagnato fino all’ora di pranzo.
    Magari era Bernardo? È possibile, più passano gli anni e più mi avvicino alla posizione di Socrate, quando diceva di sapere di non sapere, per cui che a pensarmi fosse “Beatrice è solo una vaga supposizione, che sono pronto a lasciar cadere se ne trovo una migliore.
    La differenza fra me e Socrate è che mentre lui incalzava i suoi concittadini mettendo in crisi le loro certezze, che finivano per contraddirsi o di dimostrare la loro assurdità ed infondatezza, se vagliati ai lumi del discorso, ed era talmente molesto che Diogene Laerzio si sente in dovere di riferirci che: “Spesso nell’indagine il suo conversare assumeva un tono piuttosto veemente: allora i suoi interlocutori lo colpivano con pugni o gli strappavano i capelli; nella maggior parte dei casi era disprezzato e deriso, ma tutto sopportava con animo rassegnato” (Libro secondo).
    Io, al contrario di lui, non voglio convincere gli altri che i loro discorsi sono assurdi e contraddittori, che è falso ciò che credono di sapere, ma mi piace tirar fuori ciò che non sanno di sapere, quelle piccole cose spesso trascurate, su cui non facciamo alcun affidamento, perché erroneamente crediamo che la verità debba essere grande, universale e fare molto clamore.
    Beatrice, Bernardo … ma si, che differenza fa, il mio amico Ezio dice che l’eterosessualità è un pregiudizio, ed è riuscito a convincermi; il fatto è che lui e io più invecchiamo e più stiamo diventando saggi: l’amore è così raro, come l’acqua nel deserto, che bisognerebbe attingervi la dove lo si trova.
    Il fatto è che siamo troppo vecchi per esercitare questa nostra nuova conquista esistenziale, quindi moriremo con questo pregiudizio, appena scalfito da una convinzione intellettuale profonda, che si accompagna ad un profondo rispetto per chi eterosessuale non è, ma che è corredato di tabù insormontabili, almeno in questa vita.
    Ma se dovessimo reincarnarci in una forma di vita superiore e più consapevole, allora ….
    Perché Bernardo poi? Perché non Benedetto, Baldassarre, Biagio, Bartolomeo, Beniamino, …, Bilbo Beggins? Hai riflettuto sul fatto che è un nome maschile che non ha il corrispettivo femminile? Quale padre dotato di .un livello almeno mediocre di intelligenza e di un minimo di equilibrio mentale apporrebbe un nome simile a sua figlia? Un nome così evocativo e metonimico o, meglio, sineddotico? :-)))
    Ciao

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  5. A Già',
    non so se è che non sai leggere o che non capisci quello che leggi, scegli tu, ma non c'è nessuna avventura, c'è un bar e un caffè ... di passaggio. Se poi dovessimo proibire a tutti di parlare delle loro avventure amorose (magari fatte vivere a personaggi fittizi), dovremmo eliminare gran parte della letteratura occidentale e anche quella universale. Poi, da quant'è che non guardi una donna? A parte la finezza della "nana ....", ma non le vedi in giro le sventole di un metro e settantacinque ed oltre che col tacco superano il metro e ottanta? Mi pare che usi categorie psicologiche, come quelle di conferma e di compensazione, ormai un po' datate, fuori luogo.

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  6. Beh, poteva esserti caduto lo zucchero e lo zuccotto, oppure il cappello e i carboidrati...mica è detto che debba cominciare con la B? ;-)
    Sono stato in diversi rifugi ma non mi sono mai fermato in cima la notte, deve essere uno spettacolo stupendo. Solo in montagna ho potuto vedere un cielo stellato che nelle città è ormai bandito. Sarà l'effetto lungo della paura del buio che avevamo da piccoli?
    Ciao e salutami Ezio ;-)

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  7. però, a pensarci bene e in ritardo poteva essere anche più complicata, poteva esserti caduto il saccarosio e il copricapo, o il cappello e il dolcificante! ;-)

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  8. @ Antonio,
    visto che nessuno lo mette in dubbio devo arguirne che, se qualcuno che ti pensa a distanza ti cade automaticamente dalle mani un oggetto la cui iniziale corrisponde alla iniziale del nome di chi ti pensa, sia ormai un fatto scientificamente assodato.
    Siamo passati dal contestare la vera identità del pensatore, in fondo chi ci dice che sia davvero caduta la bustina e non lo zucchero? Oppure il sesso del pensatore, visto che forse potremmo metterci d’accordo sulle iniziali, ma non abbiamo nessuna indicazione che il nome termini con la vocale a o con la o. Ma non abbiamo ancora pensato ad un alieno di passaggio, in fondo l’universo è infinito e infinite saranno anche le forme di vita in esso contenute, alcune delle quali magari dotate di pensiero.
    Poi abbiamo rincarato la dose, e se invece di uno fossero due, visto che due sono gli oggetti caduti per terra? E qui possiamo sbizzarrirci in tutte le possibili combinazioni di questo triangolo: due dello stesso sesso, due di sesso diverso, due con nomi con lettere iniziali uguali oppure diverse.
    La prossima volta che vado in un bar starò più attento a non far cadere più niente, non vorrei scatenare un’orgia di proporzioni tardo imperiali nel mondo greco-romanico.
    Dalle mie parti si dice che se ti fischiano le orecchi qualcuno ti pensa, allora senza stare tanto a rifletterci devi dire di getto un numero e quel numero corrisponderà nell’alfabeto all’iniziale di chi ti sta pensando. Poi, man mano che la tecnologia e la scienza sono progredite, abbiamo scoperto che il fatto che ti fischiano le orecchie è sintomo do pressione alta, e chi ti pensa è il tuo medico di famiglia per ricordarti che hai di nuovo dimenticato le pastiglie contro l’ipertensione. :-)))
    Ciao
    P.S. Noi "psycho" in genere diamo per buono come il paziente si organizza la realtà, se uno mi dice che mi sono cadute una bustina e un berretto, vuol dire che mi sono cadute una bustina e un berretto,e se mi dice che qualcuno mi sta pensando vuol dire che qualcuno mi sta pensando, se aggiunge che le sue iniziali sono la lettera B, prendo per buona la lettera b. Se mi dicesse che gli elefanti volano o, ancora più improbabile, che Matteo Renzi è il Presidente del Consiglio e Matteo Salvini il capo dell'opposizione, direi che gli elefanti volano senza alcun dubbio e che Salvini e Renzi insieme governano ormai l'Italia. Siamo indagatori del mondo interno, non di quello esterno, non cerchiamo leggi universali, ma la verità di una singola persona.

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  9. Che bella escursione che hai fatto!!! E pure colpo sulla montanara hai fatto!!!
    Grazie delle foto: belle!
    Grazie del racconto+commenti: divertenti!
    😊

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  10. @ Nou,
    più che aver fatto io colpo sulla montagna, è la montagna che ha fatto colpo su di me, uomo nato in un paese sul mare, già fin dalla prima volta che l'ho vista. Cerco di raccontare tutto ciò che mi colpisce, di bello, di brutto, di divertente, ..., tutto ciò che posso condividere e che possa suscitare un dibattito. Per questo più che essere ringraziato, sento che sono io a dover ringraziare voi che mi leggete e che lasciate su queste pagine virtuali le vostre impressioni e i vostri commenti.
    Ciao

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  11. Paletta, secchiello...e qualche formina...
    Emme punto

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