giovedì 22 gennaio 2026

ERMENEUTICA




Più che un Consiglio di Pace, un’organizzazione internazionale per riportare la pace sulla Striscia di Gaza, come Trump l’ha inteso (notate l’ossessione per la pace, mentre tutto ciò che fa produce dissidi e guerre, anche interne negli USA); più che un’ONU personale, a guida trumpiana, come la intendono in molti, più che una dichiarazione esplicita di voler mantenere il potere oltre il proprio mandato, visto che la carica di questo presidente è a vita e i suoi poteri sono illimitati, a me sembra l’esposizione delle Tavole della Legge.

Le sue successive dichiarazioni che Dio è soddisfatto del suo operato non smentiscono l’identificazione di Trump con Mosè.

Notate la firma di Trump, che si estende per mezza pagina e deborda e sovrasta il testo scritto: è indizio della stima di sé del firmatario e della sua personalità debordante e sovrastante. I picchi aguzzi della sua scrittura, che si elevano tanto in alto quanto in basso e che tracciano un profilo da Black Mountains, esprimono la sua ambizione e spigolosità di carattere. La sottolineatura sulla firma è un altro modo per mettersi in evidenza. Mi ha stupito invece il “thank you” assertivo finale.






“Gli stati servi si inchinano

a quella scimmia di presidente.

S’invade,

si abbatte,

si insegue,

si ammazza il cattivo.

Si inventano democrazie”.

(Franco Battiato, Ermeneutica, da Dieci stratagemmi, 2004).