giovedì 1 novembre 2018

QUANDO I CAVEI TIRA AL BIANCHIN


















































"Quando i cavei tira al bianchin,
lassa la femena, tacate al vin".
(Proverbio veneto).





14 commenti:

  1. Ecco, vedi, quando parlo di Emozioni che catturo, che cavalco, che indosso ... si insomma, questo post ne è un esempio. Per me è talmente bello da togliere il fiato. Compresa la musica, che invade i sensi e quasi impone di lasciarsi andare. Incantevole davvero.
    Sai, non lo conoscevo questo proverbio.
    Ah, il quadro del vecchio col naso grande, il cappello in testa ed il bicchiere in mano c'era pure a casa di mia madre, bello lì nel corridoio dell'entrata. Mi sa che ogni famiglia veneta della generazione dei miei genitori quel quadro li ce l'aveva appeso al muro. Quando ho venduto la casa... è stato l'ultimo pezzo dei ricordi che ho riposto nello scatolone.
    Ciao Garbo.
    Un abbraccio forte.

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    1. Io non ho mai dubitato che un post possa trasmettere delle emozioni, soprattutto se alla fonte chi lo scrive, lo scrive con sentimento; anche in un film, o in uno spettacolo teatrale o in un concerto possiamo provare delle emozioni, pur sapendo che tutto quanto è recitato e non veritiero e che i musicisti stanno più attenti alla partitura e non al pensiero di quali emozioni sta provando il pubblico.
      Io credo piuttosto che in tutti i casi in cui sai perfettamente che in realtà si tratta di finzione o di mera esecuzione, oppure in quei casi in cui il contato è virtuale, veniamo assaliti, contemporaneamente o subito dopo, da un senso come di irrealtà, in cui ciò che stiamo provando è vero e falso nello stesso tempo e che, comunque, da me non richiede niente, nemmeno un “ritorno” altrettanto autentico a ciò che ho appena provato (solo così posso spiegarmi come su facebook si possa inviare un semplice like all’autore di una bella poesia condivisa in rete, mi verrebbe da dire: “Tutto qui? Solo questo sai esprimermi dopo che ti ho regalato una poesia?”).
      Comunque, sono felice che ti piaccia, anche perché nessuna delle immagini, delle parole che scrivo (anche se in questo post le ho prese in prestito dalla tradizione veneta), o la musica, sono messe li a caso, c’è sempre un motivo profondo perché scelgo ad esempio un’immagine e ne scarto un’altra, una musica o un’altra, una parola o un’altra, un motivo che in genere è tanto più profondo quanto più il post sembra superficiale.
      È grave il fatto che tu non conoscessi il proverbio, ancora più grave se consideri che io che sono veneto solo di adozione, lo conosco perfettamente; in realtà me l’ha citato un paziente con cui abbiamo terminato un rapporto terapeutico che durava da oltre quattro anni, durante l’ultima seduta, in cui finalmente è riuscito a farmi accettare alcune bottiglie di vino di sua produzione che avevo rifiutato in precedenza tutte le volte che me le aveva portate per una questione deontologica che sarebbe troppo lunga da spiegare qui, e un salame artigianale, che è stata l’ultima cosa che per scherzo gli ho interpretato.
      C’è sempre qualche oggetto (quadro, vaso, …) che fa parte di una casa e di una famiglia come se fosse un totem, quando muoiono i genitori e la casa viene venduta o affittata, solo uno dei figli mostra di essere particolarmente legato a quell’oggetto, che per il resto sembra non piacere a nessuno: dalla casa dei miei genitori, dopo la loro morte, mi sono portato via solo un quadro di scarso valore economico ma di enorme valore affettivo, e pochissime altre cose che per me avevano un significato affettivo, di legame e di radici.
      Un abbraccio forte a te.

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  2. Ho particolarmente gradito le bottiglie di vino decorate con un'opera di Tono Zancanaro

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    1. Si, è un connubio felice fra un ottimo vino, il Capo di Stato, il miglior rosso di Venegazzù, fra i migliori rossi di tutto il Veneto, d’Italia e del mondo, e l’incisione dell’artista padovano Tono Zancanato, che ha fatto un’opera mirabile e ha avuto la felice intuizione di usare linee chiare che risaltano sulla bottiglia scura.
      La storia, del vino e dell’incisione in bottiglia, potrai apprezzarla ancora di più, credo, della semplice immagine, se non la conosci puoi leggerla qui: http://www.intravino.com/primo-piano/la-storia-del-capo-di-stato-e-un-racconto-emozionante-dellitalia/

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  3. E quando i cavei tira al Garbin? ;-)

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    1. Quando i cavei tira al garbin è un bel problema, vuol dire che il vento si butta a maestrale, e allora la barca è tutta un rollio e un beccheggio, un’oscillazione che fa paura, e potrebbe essere preda della rema calante che viene da est e di quella montante che viene da ovest, che la rendono ingovernabile e ti trasportano al tuo destino come se tu fossi un fuscello galleggiante su un guscio di noce. :-)

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  4. Ciao Garbo,
    è un post d'autunno con vino, colori, paesaggi castagne e altri alimenti di stagione (non ho ancora assaggiato il novello, appuntamento annuale immancabile per il mio palato) con foto di Venezia e l'acqua alta che vedo che in Veneto ha fatto danni. Anche qui da me in Liguria ci sono stati parecchi danni (come se non bastasse oltre al ponte crollato), tanto che non li considero più come "fatti eccezzionali" perché ormai in genere ogni due o tre anni vedo nubifragi e disastri a iosa.

    Non me lo ricordo più ma anche in Liguria c'è un proverbio simile a quello che hai
    scritto, e cioè quando i capelli diventano bianchi lascia le donne e passa al bianco, cioè al bianco delle 5 terre.

    Anche qui in Liguria quante volte ho visto, un po' ovunque, quel quadro del bevitore di vino col cappello...insomma un bel post, gradevole ben scritto e con un paio di foto di donne collegate al tema

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  5. Scusa, dimenticavo un salutone e alla prossima

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    1. Ormai passiamo da una tragedia all’altra, da un’emergenza all’altra, da incendi, terremoti, allagamenti, frane, crolli di ponti e di edifici, e qualche matto che inizia a sparare come se fossimo nel Connecticut o nel Texas. Non hai nemmeno il tempo di preoccuparti per qualcosa, che già ne succede subito un’altra: e i politici nostrani, da Berlusconi in poi, hanno iniziato a fare passerelle da una tragedia all’altra, facendosi immortalare dai media col casco da pompiere o con la divisa della protezione civile o della guardia costiera, o ci regalano via social i loro preziosi selfie, con tanto di sorriso nonostante i morti e nonostante il dolore.
      Poi non rivedi più quei posti, non rivedi altre passerelle di politici, non sai più com’è finita, se gli aiuti promessi sono arrivati, come se la passano gli alluvionati, gli sfollati, i terremotati, gli esondati e gli esodati, ciascuno si arrangi come può, perché spente le telecamere dell’emergenza, saranno dimenticati, a meno che non siano del ciollegio elettorare di Di Maio, in tal caso si regalerà loro un bel condono globale e tombale per ogni abusivismo commesso e la tacita promessa che potranno commetterne altri, perché un altro condono è già pronto per loro.
      Per il resto, nonostante tutto è autunno, e l’autunno va goduto e assaporato per tutto ciò che sa darci; il vino novello è ottimo con le caldarroste; qui il bianco (a meno che non sia prosecco) non è molto ben visto, se proprio devi lasciare le donne, che almeno sia per un buon rosso focoso, come i due che ho postato o come un buon brusco de’ barbi.
      Ciao

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  6. Un autunno particolarmente disastroso in questi giorni. Bello il tuo post, con foto splendide come sempre, mi fa pensare alle cose buone che potremo ancora assaporare con gli occhi oltre che con il palato.
    Un caro saluto e un abbraccio.
    Nou

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    1. Ormai ogni autunno, ed anche ogni stagione, rischiano di essere disastrosi, sembra che viviamo in totale abbandono "nave senza nocchier in gran tempesta", in cui più nessuno si occupa delle cose ordinarie, tutti col naso per aria in cerca di chissà quale fortuna.
      Ogni cosa si assapora prima di tutto con gli occhi e col naso, poi col gusto, per cui è bene che una cosa sia soprattutto bella e profumata, prima che buona; forse stiamo un po' esagerando (lo dico solo per me come promemoria) con le immagini eccessivamente belle, rischiamo di non apprezzare più la bellezza reale dopo una massiccia immersione in quella patinata, da cartolina, che crea aspettative altissime.
      Ciao, un abbraccio a te.

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  7. In effetti mi sembra di ingannare quando posto
    le foto del mio giardino... Non manipolo nulla, ma scelgo la loro prospettiva migliore e finisce per essere una realtà mediata. Pur sapendo questo le foto mi piacciono tanto.
    Ciao Garbo

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  8. Hai scoperto di avere un capello bianco? un abbraccio e buona bevuta :-)

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  9. Uno? Ne ho scoperto filari interi che mi imbiancano le tempie ormai. D'altronde è risaputo: sotto i 50 la gallina canta, sopra i 50 il gallo imbianca :-) Non ho scoperto di avere un capello bianco, comunque, ma un paziente (ormai ex) fine umorista: durante la sua ultima seduta mi ha portato alcune bottiglie del vino che produce e le ha accompagnate con questo proverbio. Mi sono chiesto, infine, ma se io e lui fossimo stati più giovani, o soltanto lui meno umorista, con cosa si sarebbe presentato in occasione dell'ultima seduta, con due ballerine di Pigalle? ;-)
    Ciao, à la santé!

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