venerdì 17 agosto 2018

UN PAESE MERAVIGLIOSO





Ti t'adesciàe 'nsce l'èndegu du matin
ch'à luxe a l'à 'n pè 'n tera e l'àtru in mà.

Ti sveglierai sull'indaco del mattino
quando la luce ha un piede in terra e l' altro in mare.
(Fabrizio De Andrè, A Çimma, Le nuvole, 1990).


12 commenti:

  1. E' vero che l'Italia è un paese meraviglioso, ma ha bisogno di una grande (e quanto meno necessaria) manutenzione per tante cose, oltre ad una manutenzione e ricostruzione delle idee e degli ideali.
    Un salutone e alla prossima

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    1. L’Italia è davvero un paese meraviglioso, ma quando giochi con i bari (o con gli incapaci, che spesso fanno più danni dei bari) è sempre bene "contare le carte".
      Ciao

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  2. In un altro blog si parla del tema della nazionalizzazione delle autostrade. Credo sarebbe necessario, come in molti ambiti, le privatizzazioni di questi ultimi anni hanno peggiorato molti servizi, tipo le poste, abbassatesi a un livello indegno di un paese civile.

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    1. La nazionalizzazione è stata realizzata con risultati catastrofici dai paesi comunisti che gravitavano intorno all’ex URSS, il sistema è naufragato indipendentemente dalla bontà delle intenzioni e dalle capacità delle persone scelte per la gestione.
      Non mi stupisce che oggi queste stesse misure siano invocate dall’estrema destra, ne trovi traccia nei social riconducibili a Giorgia Meloni, perché il fascismo, come la mafia, non può accettare di non poter controllare direttamente un settore strategico per l’economia e per il mantenimento del potere.
      Io sono più propenso verso la privatizzazione (eccezion fatta per scuola e sanità, che non possono essere gestite come se fossero aziende e rispondere alla legge del profitto e alle regole del mercato, perché si snaturerebbero e perderebbero di vista il loro scopo), fatta molto più seriamente di adesso, da persone serie verso persone serie, non da pagliacci verso amici speculatori, parassiti, sciacalli e iene che spolperanno il bene concesso loro in gestione per passare poi ad un bene molto più succulento.
      Ma dobbiamo metterci in testa una volta per tutte che anche il meccanismo più perfetto se non controllato può prendere derive catastrofiche nel volgere di breve tempo, abbiamo viaggiato per anni in “autostrade” a doppia corsia, senza corsia d’emergenza, con le carreggiate non regolamentari, abbiamo attraversato manti autostradali che sembravano usciti da un bombardamento aereo, abbiamo rischiato la vita in gallerie oscure o male illuminate, in piloni arditi verso il nulla, in una serie di curve pericolose in discesa, in asfalti non drenanti per cui in caso di pioggia non vedevi più niente, abbiamo pagato senza fiatare i pedaggi più esosi dell’intera Europa, i genovesi che abitavano sotto il ponte (ma come è venuto loro in mente di costruire l’abitazione sotto un ponte e perché gliel’hanno concesso?) hanno detto che ogni tanto venivano giù dei calcinacci dal ponte … e ci svegliamo solo perché il ponte è crollato e ci sono stati dei morti.
      Prima a nessuno è venuto in mente di organizzare una protesta sullo stato delle autostrade, di pretendere che la politica intervenisse, di evitare di arrecare altri danni a quelli già esistenti (ultimo il famigerato decreto Del Rio che svincola la società Autostrade dai limiti sull’applicare delle tariffe e di concedere altre regalie a spese nostre, ma Del Rio non è l’unico colpevole, si inserisce solo in una lunga serie di colpevoli che hanno regalato i beni pubblici ai privati amici per averne in cambio appoggi e sovvenzioni elettorali).
      La società Autostradeǀǀper l’italia (Italia è scritto in minuscolo) non è l’unica ad aver trovato una fortuna potendo applicare le tariffe che vuole, senza spendere quasi niente e senza essere sottoposta a controlli severi; Berlusconi gode gratuitamente delle concessioni televisive da anni, nessun governo, da quelli presieduti da lui stesso a quelli di sinistra gli hanno mai chiesto niente, anzi gli hanno sempre regalato ciò che avrebbe dovuto pagare.
      Sappiamo com’è andata a finire con Alitalia, con la ex Telecom, con l’Ilva, con le spiagge italiane e con ciò che in questi ultimi anni è assurto agli onori della cronaca, di tutto il resto non ne sappiamo niente o facciamo finta di non saperne niente, finché non scoppia uno scandalo o una tragedia.

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    2. Vero che nei paesi del blocco Urss c'è stato un fallimento delle nazionalizzazioni, perché c'era un capitalismo di stato, e per altre motivazioni che sarebbero da analizzare ma non riesco in un commento, ma non per questo solo scuola e sanità possono e/o devono stare sotto controllo statale. Per me tutto lo può essere, e non sarà la Meloni o la destra sociale a farmi cambiare idea. Il problema è esserne convinti, cercare di elevare gli spiriti dell'umanità, che se avrà solo l'alternativa tra un capitalismo selvaggio e uno temperato, finirà per essere sconfitta perché i selvaggi si mangeranno tutto. Anche il riformismo è morto, oltre al comunismo reale.

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  3. Il profitto conta di più della vita umana. Il Paese è in mano a cinici comitati d'affari. Tristezza infinita.
    Oggi, dolore e desolazione. In futuro, cosa aspettarsi? Giustizia o i copioni già visti...vorrei davvero vedere il cambiamento.
    Ciao Garbo.

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    1. Oltre ai "cinici comitati di affari" il Paese è in mano ad incapaci, a sbruffoni, a pagliacci, a gente che non esita a farsi dei selfie durante un funerale di Stato o ad utilizzare una tragedia come passerella in cui venire applauditi per non aver fatto assolutamente niente. Anzi, per aver agito come quei giudici della manzoniana Colonna infame, che per nutrire la rabbia e la sete di vendetta del popolo diventato da pavido leccaculo dei potenti a sanguinario, non esitano a dare in pasto alla folla il primo "colpevole" che incontrano.
      Che i Benetton siano o no responsabili e quanto lo siano non lo decretano Salvini e Di Maio, ma un tribunale e dei periti, che l'unica parte politica corresponsabile sia il PD non sta né in cielo né in terra visto che la scalata alla società Autostrade da parte dei Benetton ha visto succedersi governi di destra e di sinistra e il gruppo ha siglato accordi vantaggiosi con gli uni e con gli altri e ha sovvenzionato tutti i gruppi politici esistenti ad eccezione, forse, del Cinque Stelle (ma ciò non vuol dire che i pentastellati siano più onesti).
      Sono sempre più convinto che l’unico argine a questa deriva affaristico populistica dobbiamo essere noi, ciascuno di noi e non dobbiamo retrocedere su nulla, né sulla perdita di diritti o di libertà o di possibilità di espressione o di pluralità.
      Sulla sinistra, o su ciò che ne rimane, non possiamo più contare, perché sono disorganizzati, privi di idee e spesso fanno più schifo degli attuali uomini al potere; a Bologna, dove ancora persiste traccia di una qualche sinistra, una parte del PD ha fatto una riunione con la Boschi (vale a dire Renzi e il vecchio PD affaristico che abbiamo visto all’opera e che ha finito di distruggere il maggior partito di sinistra dell’Italia e forse d’Europa) e dall’altra chi si è scisso preferendo riunirsi nello stesso giorno altrove.
      Né con Renzi & Co., né con gli scissionisti, chi cioè insegue una purezza assoluta o ricatta perennemente la maggioranza per ritagliarsi un potere personale indipendentemente dalle idee che ha, dalle cose che realizza e dalle sue capacità reali.
      Ciao

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    2. Quando viene a mancare il rispetto per l'altro, ci si riduce così come vediamo in questi nuovi personaggi. Non possono avere rispetto, perché non hanno idea di cosa sia e si comportano così come li vediamo, privi del senso del limite. Comunque sia, la morte viene immediatamente esorcizzare, i morti dimenticati e di passa subito alle cose pratiche per attutire i colpi ai fini dei propri interessi. Un tempo si applicava il silenzio, oggi il rumore. Siamo storditi di troppe insensatezze.
      Quando c'erano le aziende di stato si diceva che erano inefficienti, dei carrozzoni e si pensava che privatizzazione avrebbero funzionato meglio. La realtà è sotto gli occhi. Il profitto ci uccidera, perché diamo più valore al denaro che non alla vita.
      È..non viene rispettata neppure la dignita' della forma, possono tutto: sono i nuovi padroni.

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    3. Mi spiace per i numerosi refusi, ma sono al terzo tentativo di replica e ho preferito inviare piottosto di perderla di nuovo, per quel che vale naturalmente!
      Un abbraccio

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    4. " Un tempo si applicava il silenzio, oggi il rumore. Siamo storditi di troppe insensatezze". Trovo questa frase molto illuminante, il troppo rumore ha lo stesso effetto del silenzio, con la differenza che il rumore ti fa sentire insensatamente vivo, ti da l'illusione di esistere e di contare qualcosa. no, non può esserci alcun rispetto se gridi, né verso l'altro né verso te stesso ... ma se non gridi ti assale il terrore di non esistere.
      Refusi, quali refusi? Io non rileggo quasi mai ciò che scrivo e, quando succede, mi chiedo solo se il mio interlocutore, malgrado tutto, è in grado di comprendermi, non faccio questione di correttezza sintattica, cerco di salvaguardare quella semantica.
      Un abbraccio a te

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  4. Se, nonostante la criminalità organizzata, il malaffare nella politica, il rigurgito fascista, la globalizzazione selvaggia, le leggi ad personam, le leggi liberiticide e tutto il resto, siamo ancora vivi, significa che questo è davvero un paese meraviglioso.

    Concordo con @Ally e @Nou

    Bentornato

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    1. Il clima è quello del tardo impero romano, quando si attendevano i barbari ... o sono già arrivati e stanno governando? :-)
      Ciao, e grazie

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