QUIS, QUID, UBI, QUIBUS, AUXILIS, CUR, QUANDO, QUOMODO? (CHI, COSA, DOVE, CON QUALI MEZZI, PERCHÉ, QUANDO, COME?).




Il primo pensiero va a quei 16 morti, ai loro parenti, agli sfollati e a chi ha subito i danni maggiori, poi però sarà necessario capire perché un’ondata di maltempo che si abbatta in qualsiasi parte d’Italia sembra il diluvio universale, perché basta un terremoto qualsiasi, di quelli che in Giappone sarebbero classificati come solletico, perché le nostre abitazioni e gli edifici pubblici si sgretolino come se fossero fatti di farina, perché stiamo dilapidando il più grande patrimonio artistico al mondo con l’abbandono, l’incuria e l’insipienza?
E non stiamo qui a parlare dell’effetto serra, del riscaldamento globale, delle catastrofi climatiche, dell’inquinamento atmosferico, dell’innalzamento del livello dei mari e di come stiamo distruggendo l’ecosistema globale che ci sostenta tagliando il ramo su cui siamo seduti tutti quanti, perché in questo caso sarebbe come auto-assolverci almeno in parte spalmando la responsabilità di ciò che accade nel nostro territorio con una responsabilità globale.
Dopo aver dato per assodato che dall'Islanda al Sudafrica e dal Portogallo all'Indonesia stiamo inquinando l'ambiente in cui viviamo in maniera, forse, già irreversibile, io voglio capire perché questo succede qui da noi, perché accadono sistematicamente senza che nessuno intervenga tragedie come quella di Sarno, la Valtellina, la Valboite a Belluno, Torino, Atrani e la costiera amalfitana, la Liguria, il Veneto, il messinese(solo per citare le più recenti)  e adesso Olbia, Nuoro e l’Ogliastra.
Non bastano più nemmeno i morti a svegliarci? Passata l’ondata di commozione e di emergenza rimetteremo la testa nella sabbia come si dice, senza alcun fondamento, facciano gli struzzi? Continueremo a recriminare che la colpa è di questo, o di quello, o di quell’altro?
Eppure lo sappiamo benissimo che gli amministratori locali o globali sono in molti casi dei farabutti, speculatori della peggior specie attratti dalla politica perché significa ricchezza e potere, che deprederanno tutto ciò che potranno depredare, che hanno già in partenza il loro clan di amicizie da favorire e da sistemare e un carnet delle grandi opere che i loro amici realizzeranno facendo lievitare alle stelle i già ingenti costi preventivati e il cui “fine lavori” slitterà per anni (anche per sempre, come accade alla Salerno-Reggio Calabria) ricattando la pubblica amministrazione che sarà costretta a pagare ancora e poi ancora perché un’opera non finita non serve a niente? 
Sappiamo o no che le regole di tutela del territorio sono puntualmente violate dagli stessi che magari in Parlamento le hanno stabilite? Lo sappiamo che queste norme le hanno stabilite non per tutelare il territorio, ma a loro volta per ricattare i loro amici imprenditori che in questo modo necessitano di chi dia un permesso, un nulla osta, o che chiuda un occhio se si costruisce in zone con vincoli paesaggistici o su come si costruisce?
Il vescovo di Olbia  Giovanni Sanguinetti nell’omelia si scaglia contro i responsabili (notate la genericità delle sue accuse) con queste parole: «Non possiamo lasciare inascoltato il tragico monito che questa disgrazia porta con sé. Da quello che è successo non è estranea la mano dell’uomo. Ci sarebbero stati esiti meno devastanti se avessimo imparato a rispettare i ritmi del creato».
Ci sarebbe da chiedersi dov’era Sua Eccellenza il vescovo quando la “mano dell’uomo” operava in tal senso, e la sua reverenda mano non ha per caso tagliato qualche decina di nastri tricolore in occasione dell’inaugurazione di opere che hanno contribuito a cementificare la costa di una delle regioni più belle d’Italia?
Abbiamo già cementificato e deturpato tutto il cementificabile e il deturpabile e chiediamo ancora delle deroghe, applaudiamo ai condoni per abusi edilizi, bramiamo nuove cubature per estenderci o per innalzarci o, comunque, ce ne freghiamo di norme, regole, vincoli, di piani regolatori, di controlli, di verifiche e persino di denunce visto che gli ingranaggi della giustizia sono di una lentezza esasperante e che per un abuso edilizio commesso da mio nonno probabilmente pagherà (se pagherà) qualche mio trisnipote oppure sarà prescritto ... e pre-scrivetelo prima che non siete in grado di bloccare, di perseguire e di punire gli abusivi, così lo Stato evita le spese legali per istruire un processo.



Tutte le coste più belle della penisola sono diventate un’unica, continua e ininterrotta colata di cemento, dove si ergono orrendi cubicoli in muratura che si ispirano ad un equivoco senso dello sviluppo del turismo con l’invocata esigenza di costruire strutture di recezione di eccellenza e infrastrutture perché siano facilmente accessibile e sia sempre più facile e più comodo visitare quei siti di interesse naturale, artistico e archeologico di qualche rilievo.
A guardarle e a viverle certe cose ti sembra di essere entrato in un incubo, gli ideatori e i realizzatori di tali scempi più che al Palladio o a Le Corbusier, sembrano essersi ispirati agli sceneggiatori dei film di Dario Argento; non solo si tratta di ripugnanti casermoni senza alcun pregio estetico, spesso semplici ricalchi tratti da riviste internazionali di architettura, che non tengono minimamente conto né del territorio dove si vanno a collocare né delle materie prime che questo offre all’architettura, ma non hanno neppure alcun senso pratico.
In questo caso credo che gli esempi di Auschwitz,  Birkenau e  Dachau siano ancora paradigmatici per la costruzione di alberghi, resort, villaggi vacanze e navi da crociera, stesso stile, stessa organizzazione della giornata, stessa disciplina, l’unica cosa che cambia è che nei primi ci rimanevi a vita, nei secondi allo scadere del tempo determinato ti rilasciano in cambio di una cauzione per gli extra.



Tutto ciò che non è stato cementificato è stato abbandonato, o perché è stato ritenuto non bello, o perché poco conveniente investire in quei luoghi o perché c’era già vicino qualche polo turistico e sarebbe stato considerato considerato poco cortese andargli a fare concorrenza proprio in casa, oltre che poco salutare visto che le varie mafie hanno investito abbondantemente nel turismo e nella cementificazione sia per uso privato sia destinata a scopi turistici.
Ogni tanto fa capolino l’idea di privatizzare le spiagge, se ne rimangono, quando un governo è disperato si ispira a qualsiasi cosa pur di far cassa, in questo caso a Totò truffa, quando Totò e Nino Taranto tentano di rifilare la Fontana di Trevi a quel beccaccione di Decio Cavallo.
 Tempo fa l’ex ministro Tremonti, considerato la mano sinistra di John Maynard Keynes, lanciò l’idea di privatizzare le spiagge, oggi qualcuno (il malcapitato si chiama Antonio D'Alì, del PDL) ha rilanciato l’idea usando termini come "sdemanializzazione" degli stabilimenti balneari … dalle mie parti dicono: “Di sali menticcinni 'na visazza, falla comu voi sempri è cucuzza” (aggiungi pure una bisaccia di sale, cucinala pure come ti pare, rimane sempre una zucca).
Chiamala privatizzazione, o sdemanializzazione o vendita delle nostre spiagge … chiamala come vuoi sempri è cucuzza; da una privatizzazione lo Stato guadagna una volta sola e perde per sempre un bene, forse sarebbe il caso di rivedere le concessioni che vengono date ai privati, stabilire nuove regole in fatto di remunerazione e rispetto per l’ambiente, esistono strutture balneari che non necessitano di basamenti in cemento e che sono completamente smontabili e reversibili, che lasciano la spiaggia esattamente come l’hanno trovata.
Antonio D’Alì scherzava, o comunque non ha insistito più di tanto, alle prime critiche non se n’è più parlato, però è successo in ogni caso un putiferio: il PD si è spaccato di nuovo e con questa spaccatura abbiamo finito tutta la colla disponibile per tenere insieme i cocci, i falchi del PDL erano favorevoli alla privatizzazione, le colombe erano contrarie, i gabbiani si sono astenuti.



Perché qui da noi è possibile cementificare in maniera selvaggia, perché è possibile costruire a ridosso dei siti archeologici, impiantare piloni sopra una necropoli antica, perché non ci stupiamo nemmeno se qualcuno dei nostri politici decidesse di riadattare il Tempio della Concordia di Agrigento alle sue esigenze,  mantenendo le colonne doriche e reinterpretando il vecchio edificio come un loft open space, o una living room, con living doors, living design, living fireplace, living kitchen, living wife, living childrens, living dog, living cat, living rabbit and living budgie.
Chi potrebbe impedire ad esempio all’ex ministro Renato Brunetta, dopo Ravello, l’Umbria, le Cinque Terre e Roma, di privatizzarsi per uso personale la Scala dei Turchi di Agrigento, per 40 mila euro, se promette di non sporcare, di non fare la pipì sulle lastre di falesia, di non costruire al largo una riedizione del Mose di Venezia contro l’acqua alta in Laguna e di comprare i braccioli se non tocca, e di non mangiare patatine a letto?
Qualcuno di voi è convinto che Brunetta pagherebbe un costo elettorale se si votasse adesso dopo la trasmissione Report sulla compravendita di ville in posti incantevoli al prezzo della stalla di Betlemme? Qualcuno è convinto che Cappellacci perderà qualcosa dopo il disastro nella sua terra o che semplicemente dovrà rivedere i suoi piani edilizi, o sarà più cauto nell’assegnazione degli appalti? Non si dimettono ladri, puttanieri, gente che pasteggia a caviale e champagne a nostre spese vantandosene con la segretaria, gente che ha raccolto firme e voti falsi, chi telefona in questura, chi al Ministero per scarcerare l’ “amica” o la figlia dell’amico, chi si vanta di aver fatto molte raccomandazioni, …, non si dimette nessuno nemmeno dopo una condanna definitiva.
Ma noi perché non riusciamo più nemmeno a indignarci o a incazzarci, perché queste dimissioni non le pretendiamo? Io credo che questo avvenga perché siamo come loro, perché li comprendiamo, perché al posto loro faremmo le stesse identiche cose e perché, vista la non eccelsa statura morale e intellettiva di queste persone, visto che dei perfetti imbecilli e delle sgallettate ignoranti come rape possono fare gli onorevoli, i deputati, i senatori, i sottosegretari, i ministri, i presidenti delle camere, il presidente del consiglio e il presidente della repubblica, allora anche noi possiamo sperare.



Basta fare un provino e puoi aspirare ad essere presentato alle prossime elezioni in Forza Italia, è così che selezionano i picciot … pardon, i candidati; se hai la tendenza a pagare 80 euri al kilo il fagiolino, allora sei proprio di Forza Italia; se sei schizofrenico, schizotimico, schizoide o anche solo dissociato, se non vai d’accordo neanche con te stesso, o se non ti sei perso nessuna delle puntate di Happy Days, puoi aspirare ad essere candidato per il PD.
Se hai un blog e spari cazzate a raffica a cui non credi più nemmeno tu, allora puoi entrare nel movimento 5 stelle; se hai un loden e la erre moscia ti aspettano a Scelta Civica; se sei capace di spacciarti per economista, laureato alla bocconi con un master a Boston, puoi confidare su Fermare il declino e se sei capace di ridere per un quarto d’ora sul fatto che un tizio toglie arrogantemente il microfono ad un giornalista che gli fa domande scomode, parlando con affabilità col tipo che da decenni inquina una città intera e produce consapevolmente morti, allora stai col SEL.
Il fatto è che non ce ne frega niente della cementificazione delle coste se un pezzo di quel cemento è la mia casa al mare, non ce ne frega niente di aver deturpato la bellezza naturale del nostro territorio se facendolo abbiamo favorito noi stessi, la nostra famiglia, i nostri amici o qualcuno che ci sarà riconoscente; non ce ne frega niente del fatto che l’edilizia in Italia è quasi tutta in mano alla mafia, e non ce ne frega niente nemmeno dei pericoli che la cattiva edilizia e la cattiva politica provocano, né delle morti, tanto fra qualche giorno saranno dimenticati fino alla nuova disgrazia.



Chi ha votato per Ugo Cappellacci molto probabilmente lo rivoterà o voterà per qualcuno che su questo aspetto non la pensa diversamente da lui, chi ha votato per i suoi avversari farà finta di non aver colto che questi oppositori non si sono opposti con sufficiente fermezza, non hanno denunciato, non hanno allarmato la popolazione, non hanno informato sui rischi che sarebbero potuti derivare da quel tipo di amministrazione, faranno finta di credere che se ci fossero stati loro al potere tutto ciò non sarebbe successo (e i simpatizzanti di Soru sembrano assestarsi su questa linea, per tacitare la loro coscienza e per dimenticare che è da decenni che si cementifica in Sardegna, non è certo solo opera di Cappellacci).
Tutti insieme faremo una gara nel versare il nostro obolo per i poveri sardi colpiti da questa grave calamità, rispolvereremo il vecchio refrain della solidarietà, dell’umanità, dei soccorsi e dimenticheremo per un attimo che i responsabili del disastro saranno gli stessi che gestiranno l’emergenza, guadagnandoci due volte, la prima quando hanno cementificato la seconda quando gestiranno la pioggia del denaro degli aiuti.





Noi italiani siamo fatti così, non siamo né di destra, né di sinistra, né fascisti né comunisti, né statalisti né liberisti, né con la magistratura né convinti davvero che i giudici siano degli eversori, né berlusconiani né riformisti, né moderati né esagitati, siamo come i cani da tartufo, fiutiamo l’aria per capire chi comanda e ci aggreghiamo, meglio salire sul carro del vincitore, che rimanere a piedi, chiunque sia il vincitore … a fare la marcia su Roma furono qualche centinaio di esaltati, quando il fascismo prese il potere sembrava che su Roma si fosse riversata l’intera penisola, e quando l’esercito alleato entrò con i carri armati in città come Napoli, Roma e Milano sembrava che nessuno fosse mai stato fascista, erano tutti nelle strade e nelle piazze a sventolare stendardi, gagliardetti e bandiere a stelle e strisce.



Noi siamo come Antonio Razzi, che ha dichiarato esplicitamente che lui non è né falco né colomba, ma “è di proprietà di Berlusconi”, anche se il nostro “Berlusconi" dovesse chiamarsi Alfano (incredibile, c’è anche lui fra i candidati possibili) Grillo, o Renzi, o Cuperlo o in qualsiasi altro modo, basta che abbia vinto o che sia dato per possibile vincente. Per questo ci piace Berlusconi, che pare uno di quei pupazzi col fondo arrotondato che puoi far oscillare quanto vuoi dandogli spinte sulla testa e che ritorna sempre e immancabilmente i posizione eretta, per questo più che ai programmi del PD ci appassioniamo tanto alle primarie e il PD fa una primaria dietro l’altra nel tentativo di far dimenticare che non ha idee, per questo chi strilla cazzate come Grillo e ha un’infinità di contatti sul suo blog diventa un leader indipendentemente dalla qualità di ciò che dice.



Per questo in autostrada vedi sempre più gente che sta nella corsia intermedia, anche se quella a destra è libera, perché dal centro all’occorrenza può passare più agevolmente sia a destra sia a sinistra, in base alla convenienza momentanea, per questo c’è gente che ti supera anche a destra ormai, salvo poi tagliarti la strada per guadagnare la corsia di sorpasso all’estrema sinistra, per questo più nessuno ormai mette le frecce per avvisarti del cambio di direzione.
Per questo ci sono attualmente, in questa situazione di stallo in cui le urne hanno decretato la sostanziale parità dei tre maggiori partiti, migliaia di persone disperate, che scrutano continuamente l’orizzonte, invocano larghe intese, große koalition, governo di solidarietà nazionale o le lezioni subito con o senza porcellum, magari con la porchetta di Ariccia, pur di identificare un carro del vincitore, anche temporaneo, su cui salire … bisogna stabilire al più presto chi è il nuovo padrone e a centinaia di migliaia sono col guinzaglio in mano in attesa della sua venuta.           




Commenti

  1. Caro Garbo, questa "sciagura" è una delle tante, è l'ultima in ordine di tempo e non sarà l'ultima per molto tempo. Togli pure quel forse da "stiamo inquinando l'ambiente in cui viviamo in maniera, forse, già irreversibile", il nostro clima si sta tropicalizzando e se neanche il bacino mediterraneo è più in grado da fare da buffer agli sbalzi termici che originano i cicloni allora quel punto di non ritorno paventato da chi studia il clima è già alle nostre spalle. Metti questo in un paese come il nostro che tu descrivi in maniera pasolinianamente lucida e ad ognuno di questi "appuntamenti" con il cameriere della natura che presenta il conto risponderemo come in uno stucchevole refrain che ormai ha il sapore del déjà vu con le parole d'ordine della solidarietà, è il momento del cordoglio e non delle polemiche, raccogliamoci intorno al dolore e menate simili, buone per l'omelia domenicale di qualche prelato ma inutili per la giustizia terrena e ingiuriose per quella divina. E allora la si faccia finita una volta per tutte, che arrivi un ciclone e ci porti via tutti al più presto ma tutti veramente, non solo in questo paese dove ormai non vale la pena neanche di essere "disperatamente italiano", rimarrà alla terra il tempo di riprendersi da questo bubbone che è la specie sapiens. Non ho speso una parola per questa tragedia e non ne spenderò se non in questo commento, stiamo facendo morire questa terra di aterosclerosi, occludendo tutte le sue arterie, non ci sono più vasi sanguigni liberi per ossigenarla, per farla vivere e piangiamo morti annunciate ad ogni autorizzazione edilizia, per non parlare di condoni e di costruzioni abusive. Ebbene, io ho pianto ogni volta che vedevo una casa costruita troppo vicina ad un bacino fluviale o ogni volta che un alveo viene ristretto, ho pianto ogni volta che ho visto una nuova casa ai piedi del Vesuvio, piango ogni volta che vado nella spiaggia che frequentavo da piccolo e ci vedo sempre meno sabbia, piango ogni volta che vedo costruire una casa in campagna e case vuote nei paesi, piango per ogni albero di ulivo strappato alla sua terra o bruciato per fare posto ad un pannello solare o ad una strada inutile, piango in ognuna di queste occasioni. Adesso cosa ho da piangere? Cos'ho da rattristarmi? Per una tragedia annunciata da tempo? Adesso è solo elaborazione del lutto e io sono ben oltre la quinta fase della Kübler Ross. Un saluto caro Garbo.

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