UVEITE BILATERALE AD OROLOGERIA

L’uveite è un’infiammazione del tratto uveale dell’occhio (iride, corpo ciliare e coroide), anche l’infiammazione della retina (retinite) appartiene alla categoria delle uveiti; di per sé, se opportunamente curata, non è una malattia grave e invalidante, ma potrebbe avere (specie se trascurata o mal curata) delle complicanze anche gravi, come un glaucoma, una cataratta o il distacco della retina.



 In genere si cura con somministrazione di corticosteroidi e un’accurata pulizia degli occhi; insomma, l’uveite in sè, per quanto bilaterale, comporta sintomi fastidiosi come una diminuzione e offuscamento della vista, delle macchie nere flottanti, arrossamento, dolore anche intenso e fotofobia, ma non giustificano un ricovero, se non interviene o non si sospetta qualcosa di ben più grave e preoccupante in aggiunta (questo è ancora più vero se teniamo presente la condizione dei nostri ospedali, dove c’è gente gravissima che aspetta per ore, e talvolta per giorni, su una barella parcheggiata in corridoio di ricevere visite a attenzioni da parte del personale ospedaliero). Se volete la mia opinione da non medico, ma da psicologo, a me pare questo un caso rarissimo (nel senso che non è contemplato nella letteratura medica) di uveite bilaterale ad orologeria, si tratta di una malattia che si manifesta in alcuni soggetti a rischio (a rischio di finire dentro) nel momento in cui devono rispondere di accuse molto gravi in un tribunale. 



In altri casi può manifestarsi per evitare una seccatura, come ad esempio un comizio nella città di Napoli in chiusura di una campagna elettorale. Le malattie ad orologeria non sono rare, vanno da alcuni sintomi psicosomatici che in genere possono verificarsi negli adolescenti alla vigilia di un esame o di una interrogazione particolarmente temuta (e di interrogazione si tratta anche nel caso di Berlusconi), alle malattie più strane (perfino quelle esotiche, in base alla fantasia dell’interessato) che intervengono per evitare qualcosa di spiacevole. C’è un’evenienza che deve darsi necessariamente perché le malattie ad orologeria si manifestino, e cioè che sia impossibile o inappropriato scappare (e la fuga, invero, è stata evocata da Berlusconi col riferimento alla fine di Craxi e ad Hammamet); ma se ancora puoi giocarti la carta del ricatto e se disponi di 190 parlamentari che fanno a gara per dimostrare la loro fedeltà al capo, senza il quale probabilmente non sarebbero nessuno o non avrebbero il potere, i privilegi e le possibilità politiche che hanno, allora te la giochi diversamente: con una manifestazione davanti al Palazzo di Giustizia di Milano.



Talvolta le malattie non accadono alla persona interessata, ma a qualche suo congiunto che lui non si sente di lasciare da solo o che non può esimersi dall’essergli accanto; ad un mio amico medico, ad esempio, accade uno strano caso di appendicite multipla della figlia, nel senso che ogni qualvolta gli si presenta una situazione noiosa e seccante a cui, per motivi diplomatici non riesce a dire di no, alla figlia viene l’appendicite acuta ... poveretta, l’avrà avuta da che so io almeno sei o sette volte, per fortuna è bastata una serata a casa con i suoi e tutto si è risolto senza intervento del bisturi. Ora dovrà cambiare malattia, anche perché in ambiente medico tutti sanno che di appendicite ce n’è una sola e che lui ha una figlia unica, oppure potrà finalmente liberarsi (come gli suggerisco da tempo) dicendo finalmente di no a questi inviti, ma teme di rischiare la sua carriera ... poveretto, è ancora legato alla catena della carriera, delle promozioni. 



Comunque, non vorrei mai aver dato l’idea di insinuare il sospetto che Silvio Berlusconi abbia utilizzato una malattia per sottrarsi ai suoi obblighi giudiziari, per trarne un profitto o per logorare l’accusa, io credo perfettamente che: 1) la sua uveite bilaterale sia gravissima e che non gli consenta, come vorrebbe, di presentarsi alle udienze; 2) che necessiti di una suite imperiale al San Raffaele, anzi, la consiglio caldamente a chiunque abbia una uveite in questo momento, recatevi al San Raffaele, in fondo gran parte di quell’edificio è stato sovvenzionato da soldi pubblici e quella suite è soprattutto nostra (ma poi, che diavolo ci fa una suite di 200 mt² in un ospedale a Milano, chi pensavano di curare il Sultano del Brunei? Al massimo può capitare il Bauscia dell’Isola ... e chi è di Milano mi ha già capito); 3) che soffre di un pauroso scompenso pressorio per cui non si può non accogliere il legittimo impedimento (come infatti è saggiamente accaduto). In fondo stiamo parlando di un vecchietto di 76 anni che ha abusato di sé e delle sue risorse fisiche durante l’ultima campagna elettorale e che deve aver fatto un uso smodato di viagra (che potrebbe si giustificare gli sbalzi pressori più della congiuntivite), per cui più che vedere rosso adesso vedrà tutto blu come se fosse nel villaggio dei puffi. 



Ma io non volevo parlare né di Silvio né della sua malattia, anzi colgo l’occasione qui per fargli i miei più cari auguri di pronta guarigione, che possa ristabilirsi al più presto per affrontare tutti i processi che lo attendono. E vada sereno, perché alla sua età anche se venisse condannato ovunque, non farebbe un giorno di carcere e se non bastasse la sua età c’è sempre una grazia disponibile in Napolitano: ha graziato Sallusti molto sollecitamente, ha dato il suo assenso perché i due marò accusati dalla giustizia indiana di aver ucciso due pescatori non venissero rimandati in India, figurati se ti nega la grazia, in fondo le accuse sono bazzeccole, concussione e prostituzione minorile, rivelazione di informazioni coperte da segreto istruttorio, compravendita di diritti televisivi, frode fiscale, falso in bilancio, appropriazione indebita, creazione di fondi neri, corruzione di senatori per far cadere il governo in carica. Volevo piuttosto parlare dell’opportunità di manifestare in piazza contro i giudici stalinisti che mandano i medici fiscali fascisti (erano i giudici fascisti che mandano i medici fiscali stalinisti); non riesco nemmeno a capire come si possa scendere in piazza per un semplice accertamento da parte dei medici fiscali a cui è passibile ogni cittadino ed è l’arma migliore per combattere contro l’assenteismo ingiustificato nei posti di lavoro e per esigere tutela in caso di malattia, mentre sette milioni di italiani vivono sotto la soglia di povertà, aumenta la disoccupazione soprattutto giovanile, c’è chi per la disperazione si uccide e l’agenzia Finch ci ha declassati ... come si fa ad impegnare un partito a scendere in piazza per i problemi giudiziari o di salute del suo leader, come ci si può dire democratici se si demolisce l’autorità e la credibilità della magistratura e di tutto il sistema giudiziario? 



Ma il mio vero scopo è quello di proporvi una colletta per l’acquisto di alcuni volumi di storia dell’Italia (in occasione del centocinquantenario sono uscite delle edizioni speciali) da regalare ad Angelino Alfano, o almeno l’abbonamento a qualche buona rivista di storia. Io scarterei i volumi di Montanelli-Cervi, senz’altro ottimi per chiunque, ma non per un berlusconiano, vista la simpatia che gode Montanelli da quelle parti e scarterei pure ogni testo universitario (per quanto pregevole e stimato), visto che vanno dicendo che l’università è in mano alla sinistra, proporrei quella di Renzo de Felice (che non può avere preclusione alcuna dalla destra e che ha il merito di focalizzarsi sul periodo in questione), ma sono aperto ad ogni altra proposta. Perché non si può invocare l’ “aventino” con la leggeresse con cui l’ha fatto Alfano, prima di parlarne bisognerebbe capire ciò di cui si sta parlando; l’Aventino fu una secessione parlamentare il 27 giugno del 1924 che attuarono i deputati antifascisti all’indomani dall’uccisione di Giacomo Matteotti per mano dei fascisti. Matteotti aveva accusato i fascisti di brogli elettorali e per le violenze perpetrate dalle loro squadre d’azione verso gli operai in sciopero, i deputati socialisti e antifascisti ancora presenti alla Camera si rifiutarono di entrare in aula se prima non fosse stata abolita la milizia e ripristinata la piena autorità della Legge nel territorio italiano. Paragonare Berlusconi a Matteotti e assurdo oltre che ridicolo, sarebbe come paragonare un assassinio ad una uveite bilaterale, il cadavere di un uomo ritrovato nella campagna romana presso la Macchia Quartarella, a 25 km da Roma, colpito a morte da un coltello, con un uomo che se ne sta comodamente in una suite imperiale di 200 mt², dotata di ogni comfort, con sala riunioni (qualora volesse riunire i vertici del partito o giocare a tressette col malato o col morto), tavolo, sedie, telefono, cucina, stanza per un’infermiera privata (e ti pareva!), cabina armadio e bagno dotato di doccia idromassaggio e di vasca ovale (come lo studio di Bill Clinton ... a buon intenditor ...) in una stanza sagomata intorno alla vasca (questa non l’ho capita, ma così scrive l’ANSA). Non si può paragonare Silvio Berlusconi, un miliardario inquisito che è in politica con tutto il suo peso economico e mediatico con Matteotti che coraggiosamente denunciò e combattè il regime fascista, fino a sacrificare la propria vita in questa battaglia. Angelì, nun se po’ fa’!!! Nun se ponno senti’ ste bestialità!!! 



Prendo atto che Giorgio Napolitano ha ricevuto comunque stamani Angelino Alfano, dopo un atto grave contro la democrazia come quello di spiegare la propria forza politica nel tentativo di intimidire e di ricattare la Procura di Milano e indirettamente tutta la Magistratura, e che poi ha rilasciato questo tiepido commento indegno di chi dovrebbe essere il garante delle Istituzioni: “Il Capo dello Stato – scrive in una nota il Quirinale – nel fare appello a un comune e generale senso di responsabilità perché non appaia messa in questione né la libertà di espressione di ogni dissenso né l’autonomia e l’indipendenza della magistratura, ha auspicato un immediato cambiamento del clima venutosi a creare”. 
Infine, sottopongo alla vostra attenzione le dichiarazioni dei politici presenti e parlanti e dei simpatizzanti che si trovavano al Palazzo di Giustizia di Milano durante la manifestazione contro i giudici “stalinisti”; mi preoccupano le dichiarazioni rilasciate da qualcuno evidentemente rimbecillito da decenni di televisione berlusconiana e da un cinismo rivoltante, ma teniamo ben presente che molti di questi sono parlamentari della Repubblica Italiana e che non ci sono state le reazioni incandescenti che avrebbero meritato. Io ho provato solo schifo nel vederlo, non so se prevale l'imbecillità, l'ignoranza o la perdita di ogni valore morale, e sono talmente incazzato che mi pare persino poco dire che queste persone sono moralmente inferiori e non dovrebbero partecipare a nessun titolo al governo del Paese. 

 IL VIDEO DELLA MANIFESTAZIONE: http://tv.ilfattoquotidiano.it/2013/03/11/pdl-a-milano-fan-di-berlusconi-anche-pasolini-andava-coi-minori-e-allora/224284/

Commenti

  1. Tra qualche giorno corre l'anniversario della nascita di Fiorenzo Bava Beccaris. Valle a capire certe associazioni di di idee...chissà dove mi porterebbero se seguissi quel fiume della coscienza...

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  2. Quella scritta da Bava Beccaris fu una brutta pagina scritta nella storia del nostro Paese, speriamo non si ripeta, anche se non mancano certo i Bava Beccaris ... e forse ce n'è uno nel profondo del nostro animo, quando spaccheremmo tutto.
    Ciao

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  3. Il "malato immaginario" le sta tentando tutte, con la connivenza di molte personcine per bene(?)come lui.

    Non vedo l'ora di potergli portare delle ottime arance nelle patrie galere.

    Ciao

    luigi

    P.S.:
    Non sono bravo con l'elettronica e così insisto su Il Cannocchiale, unica piattaforma che riesco a far muovere.

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  4. Luigi,
    il nostro Argante ci ha preso gusto col vittimismo, ora pare che se eleggano un Presidente della Repubblica che non sia "moderato" (cioè LUI) rimanda tutti i suoi peones in piazza a protestare (visto che l'ha spuntata in questo modo col "legittimo" impedimento. Conserva le tue arance per cause migliori, purtroppo data l'età non è carcerabile, a me basterebbe che si togliesse dalle scatole, ho la nausea del "berlusconismo" ... degli imbecilli che strillano all'attentato democratico perché sia Presidente della Camera sia quello del Senato sono PD e fingono di non ricordare che Schifani e Fini erano entrambi del PDL quando sono stati eletti, e che infransero loro la tradizione di alternare un presidente della maggioranza e uno dell'opposizione quando elessero la Pivetti e Scognamiglio.
    Ciao
    P.S. Il Cannocchiale? Ci sono affezionato anch'io, porto ancora un po' di pazienza, ma se dovesse continuare questo modo di gestirlo ne trarrò le dovute conseguenze.

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  5. Ciao Garbo, come ben hai compreso non sono a mio agio con l'elettronica - e non me ne scuso, sia chiaro -; insisto sulla piattaforma che mi ospita e non dispero.
    Per il disgusto siamo più che d'accordo.

    luigi

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